Il match clou del sabato sera mette di fronte Juventus e Genoa in un Allianz Stadium che accoglierà l’esordio ufficiale di Igor Tudor sulla panchina bianconera. L’ex tecnico di Marsiglia e Verona ha preso il posto di Thiago Motta dopo il pesante ko contro la Fiorentina, che ha spinto la società a cambiare guida per le ultime nove giornate, nel tentativo di difendere la zona Champions e salvare quanto resta della stagione.
L’avversario scelto dal calendario non è dei più agevoli: il Genoa di Patrick Vieira è squadra organizzata e in grado di mettere in difficoltà chiunque. Da quando ha sostituito Gilardino a novembre, l’allenatore francese ha ridato solidità ai rossoblù e ha posto le basi per un progetto che sembra destinato a proseguire anche nella prossima stagione. Con 37 punti in classifica e un margine di sicurezza sulla zona calda, i liguri viaggiano verso una salvezza tranquilla, e non sembrano intenzionati a fare da spettatori a Torino.
Il passato però racconta una storia ben diversa: quella tra Juventus e Genoa è una delle rivalità più longeve del nostro calcio, ma anche una delle più sbilanciate. I rossoblù hanno perso ben 68 dei 113 confronti diretti in Serie A, più che contro qualsiasi altra avversaria nella loro storia. E proprio queste statistiche, unite alla voglia di riscatto dopo le recenti debacle contro Atalanta e Fiorentina, potrebbero dare ai padroni di casa le giuste motivazioni per partire col piede giusto nella nuova gestione.
Tudor dovrebbe ripartire dal suo marchio di fabbrica, la difesa a tre, con Gatti, Bremer e Danilo a guidare la retroguardia. In mezzo al campo spazio al dinamismo di Thuram e Locatelli, mentre sulla trequarti Kolo Muani si candida per affiancare Vlahovic, di nuovo titolare dopo un periodo altalenante. Il tecnico croato ha già dimostrato nella scorsa stagione, subentrando in corsa alla Lazio, di saper incidere nel breve periodo: 18 punti in 9 giornate, la miglior difesa del periodo, e un’identità immediatamente riconoscibile.
Dall’altra parte, il Genoa arriva a Torino forte del successo interno contro il Lecce e con l’ambizione di centrare il primo filotto di due vittorie consecutive da quando Vieira è alla guida. L’ultima volta era successo a gennaio, proprio con Gilardino. L’ex centrocampista bianconero dovrà fare a meno di Martin, con Vasquez adattato sulla sinistra e Matturro in mezzo alla linea difensiva. In mediana ballottaggio tra Masini e Badelj, mentre Miretti – schierato nel ruolo di incursore offensivo – sarà il riferimento tra le linee alle spalle di Pinamonti.
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